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Pianificazione e programmazione nazionale, il ruolo della valutazione ambientale strategica

Il Ministero della Transizione Ecologica è chiamato a rispondere ad una importante sfida per il nostro Paese, che corrisponde al progressivo delinearsi di quella che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) definisce “transizione ecologica”, in linea con l’Agenda 2030 dell’ONU, quale “base del nuovo modello di sviluppo italiano ed europeo. Intervenire per ridurre le emissioni inquinanti, prevenire e contrastare il dissesto del territorio, minimizzare l’impatto delle attività produttive sull’ambiente è necessario per migliorare la qualità della vita e la sicurezza ambientale, oltre che per lasciare un Paese più verde e una economia più sostenibile alle generazioni future. Anche la transizione ecologica può costituire un importante fattore per accrescere la competitività del nostro sistema produttivo, incentivare l’avvio di attività imprenditoriali nuove e ad alto valore aggiunto e favorire la creazione di occupazione stabile”.

Una transizione che descrive un passaggio che, trasversalmente, si innesta anche nelle pianificazioni e nelle programmazioni di settore a scala nazionale, per le quali il MiTE è spesso Autorità proponente e, sempre, Autorità competente per la Valutazione Ambientale Strategica - VAS del Piano o Programma.

I Piani e Programmi attualmente all’esame del MiTE, sono valutati orientando la pianificazione verso la sostenibilità ambientale, per offrire un cambio di paradigma nell’approcciare alle politiche ambientali, consolidando il legame tra ambiente e sviluppo economico.

La Valutazione ambientale strategica (VAS) è prevista dal nostro ordinamento nazionale in materia ambientale, e recepisce la direttiva 2001/42/CE. Essa ha il compito di integrare le considerazioni di carattere ambientale nell'elaborazione e nell'adozione di piani e programmi che possono avere effetti significativi sull'ambiente, assicurando che gli effetti dell'attuazione di tali strumenti siano presi in considerazione già nel corso della loro elaborazione e prima della loro adozione o approvazione finale. Tutto ciò, contribuendo ad orientare i processi verso i migliori standard di protezione ambientale e di condivisione delle scelte di governance in tema di sostenibilità.

Il primo di tali strumenti è stato il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima – PNIEC, il principale atto di programmazione del sistema energetico italiano al 2030. Secondo cinque dimensioni (decarbonizzazione, efficienza, sicurezza energetica, sviluppo del mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività), fissa obiettivi al 2030, misure di policy ed anche misure volte a contribuire al miglioramento della qualità dell’aria.

In tema di qualità dell’aria, si è recentemente conclusa la VAS del Programma Nazionale di Controllo dell’inquinamento atmosferico, in linea con la cosiddetta direttiva NEC (National Emission Ceilings), al fine di limitare le emissioni di origine antropica e rispettare gli impegni di riduzione delle emissioni assegnati all’Italia per il 2020 ed il 2030.

Inoltre, si è appena conclusa la fase di consultazione dei soggetti con competenze in materia ambientale sul Rapporto preliminare di VAS per il Piano Nazionale di adattamento ai Cambiamenti Climatici - PNACC ed il Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee – PiTESAI.

Il PNACC è lo strumento di pianificazione nazionale a supporto delle istituzioni italiane, regionali e locali, che ha l’obiettivo di contenere la vulnerabilità agli impatti dei cambiamenti climatici, aumentare la resilienza agli stessi e migliorare le possibilità di sfruttamento di eventuali opportunità.

Il PiTESAI è lo strumento di pianificazione generale delle attività minerarie sul territorio nazionale e la sua finalità è quella “… di individuare un quadro definito di riferimento delle aree ove è consentito lo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale, volto a valorizzare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle stesse”.

Il prossimo passo, relativo alla consultazione pubblica sul Rapporto ambientale, contribuirà a delinearne i contenuti con maggior dettaglio sino alla conclusione del procedimento, con decreto di parere motivato del MiTE di concerto con il Ministero della Cultura.

Al PNACC ed al PITESAI seguirà un altro importante strumento di pianificazione nazionale, attualmente in corso di predisposizione da parte di un apposito Comitato Tecnico Interministeriale.

Si tratta della Pianificazione dello Spazio Marittimo - PSM, che recepisce la direttiva 2014/89/UE sulla Pianificazione dello Spazio Marittimo, in attuazione della direttiva quadro sulla Strategia Marina e persegue lo sviluppo sostenibile dei settori energetici del mare, dei trasporti marittimi, del settore della pesca e dell’acquacoltura. Il MiTE si appresta ad avviare la VAS per i Piani di gestione dello spazio marittimo delle tre regioni marine italiane individuate.

Ai sensi del Protocollo di Kyiv e della Convenzione di Espoo, inoltre, il Mite ha recentemente trasmesso alla Slovenia le osservazioni italiane nell’ambito della consultazione transfrontaliera attivata per il loro Piano di gestione dello spazio marittimo.

L’attività tecnica ed amministrativa del MiTE nell’attuale fase evolutiva degli scenari pianificatori e programmatori nazionali, attraverso i procedimenti di VAS, si occupa della sinergia tra i diversi strumenti di pianificazione, nel rispetto delle loro definite vocazioni settoriali e pone le basi per la coerenza tra obiettivi e finalità che si trasferiranno sul territorio, mediante azioni il più possibile armonizzate e coordinate tra loro.

 

 

 

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