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La multinazionale LivaNova PLC condannata a risarcire il danno ambientale prodotto nei siti Caffaro

La Corte di appello di Milano conferma la CTU: LivaNova PLC condannata a rimborsare al MiTE  i costi per la riparazione del danno ambientale nei siti di Brescia, Torviscosa e Colleferro  per oltre 450 milioni di euro

Roma, 23 novembre 2021 - Dopo un lungo e complesso giudizio, per il Ministero della transizione ecologica si conclude in maniera positiva un’altra vicenda riguardante i siti contaminati Caffaro.

È stata, infatti, depositata nei giorni scorsi la sentenza con la quale la Corte di appello di Milano ha condannato LivaNova PLC (già Sorin S.p.A., nata nel 2003 dalla scissione di SNIA S.p.A. mediante il conferimento di un ingente patrimonio che avrebbe dovuto essere destinato agli interventi di bonifica) al rimborso in favore del Ministero dei costi per la riparazione primaria e compensativa del danno ambientale causato dalle società del Gruppo SNIA-Caffaro nei tre siti di interesse nazionale “Brescia Caffaro”, “Caffaro di Torviscosa” e “Bacino del Fiume Sacco”: l’importo è stato quantificato dalla CTU in complessivi € 453.587.327,48.

Nel giudizio, patrocinato dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Milano, la Corte di appello si era già pronunciata con la positiva sentenza parziale del 2019 con la quale aveva affermato che SNIA, quale proprietaria delle aree e degli stabilimenti, gestore diretto e capogruppo delle società via via partecipate ed acquisite, e Sorin, limitatamente all’attivo conferito -ma senza alcuna limitazione temporale relativa all’epoca di produzione dei danni, compresi, perciò, oltre a quelli esistenti al momento della scissione, anche quelli successivi, poiché ampiamente prevedibili- devono ritenersi corresponsabili in solido dei danni arrecati nei predetti tre siti.

Tuttavia, stante la pendenza della procedura di amministrazione straordinaria nei confronti di SNIA S.p.A., l’importo di oltre 450 milioni di euro deve essere posto a carico della sola LivaNova PLC, società globale di diritto inglese con sede legale a Londra e numerose succursali in tutto il mondo (una anche in Italia, a Milano), oggi leader di mercato nel settore della tecnologia e innovazione medica.

Sarà ora da vedere se il colosso mondiale del biomedicale, che si dichiara attento alla sostenibilità ambientale, sociale e di governance adempierà all’obbligazione risarcitoria.

Dopo l’intesa siglata a metà ottobre tra il Ministero, la Procura di Brescia e la società Caffaro Brescia S.r.l. (che non fa parte del Gruppo SNIA-Caffaro) volta a garantire la messa in sicurezza del SIN “Brescia Caffaro” mediante la realizzazione (a cura e spese della Società che ha per ciò stanziato circa 3 milioni di euro) dei lavori per il potenziamento del sistema di barrieramento idraulico, la sentenza della Corte di appello di Milano rappresenta un’altra importante vittoria a tutela dell’ambiente. English version

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Ultimo aggiornamento 23.11.2021

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