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Continua l'operazione Reti Fantasma della Guardia Costiera

Dopo i risultati conseguiti l'anno scorso, continua anche per tutto il 2021 l'operazione “Reti fantasma” che vede i nuclei subacquei della Guardia Costiera impegnati lungo l’intera fascia costiera nazionale in attività di recupero delle reti da pesca abbandonate lungo i fondali marini. I dati raccolti lo scorso anno hanno registrato risultati importanti: oltre 7 tonnellate di reti rimosse - pari a circa 240mila bottiglie di plastica – nell’ambito dell’operazione.

Si tratta di veri e propri rifiuti che, se lasciati in mare, continuano a “pescare” in maniera passiva e rappresentano per le specie ittiche che vi rimangono intrappolate dei veri e propri “muri della morte” e che, oltre a danneggiare l’habitat marino poiché realizzate in materiale plastico, sono un concreto pericolo per la sicurezza di sub e bagnanti. L’attività mira al recupero delle reti da pesca abbandonate volontariamente (talvolta anche accidentalmente) sul fondo del mare, specialmente in aree di particolare pregio ambientale, che incidono sul processo di cambiamento dei fenomeni naturali e rappresentano anche un rischio per la sopravvivenza della flora marina.

L’attività è partita lo scorso anno con una fase preliminare di raccolta di informazioni e segnalazioni, curata dalla Guardia Costiera sul territorio in collaborazione con le categorie professionali operanti sul mare e le associazioni ambientaliste. Le reti abbandonate rimosse dai fondali marini sono poi avviate al corretto iter per la distruzione.

Un’attività che ha permesso dunque di ottenere una prima mappatura generale, riportante la collocazione delle reti fantasma lungo le coste, e in continuo aggiornamento con le informazioni operative reperite sul territorio attraverso le Capitanerie di porto distribuite lungo gli 8000 km di coste del Paese.

L’operazione “Reti Fantasma”, inserita in una più ampia campagna comunicativa sul tema della sensibilità ambientale, rientra nel progetto “PlasticFreeGC” nato nel 2019 dalla collaborazione tra il Comando Generale della Guardia Costiera e l’allora Ministero dell’Ambiente, oggi della Transizione Ecologica. Una collaborazione volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni provocati dalla dispersione delle microplastiche nell’habitat marino, sulle conseguenze dannose che la plastica produce per le nostre coste, i nostri mari, la nostra salute.

 

 

 

 

 

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