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Una giornata intensa quella che, oggi, ha concluso i lavori della Y4C Driving Ambition a Milano

Milano, 30 settembre 2021 - Una giornata intensa quella che, oggi, ha concluso i lavori della #Youth4Climate Driving Ambition a Milano, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

 

I circa 400 giovani arrivati in Italia da tutto il mondo hanno potuto presentare le loro proposte al presidente del Consiglio Mario Draghi, al premier inglese Boris Johnson, al ministro Cingolani, al presidente della Cop26 Alok Sharma e ai ministri dell'ambiente di più di 40 Paesi in rappresentanza della comunità internazionale che tra un mese, a Glasgow, avrà il compito di portare a casa un accordo determinante per la lotta ai cambiamenti climatici. 

 

Momenti emozionanti, durante i quali i quattro co-chair dei giovani, Nisreen Elsaim ( Sudan), Ernest Gibson (Fiji), Nathan Metenier (Francia) e Sophia Kianni (USA) hanno illustrato i punti principali delle richieste degli under 30. 

L'auspicio è che lo Youth4Climate diventi un evento stabile, affinché il dialogo intergenerazionale non si interrompa più: lo ha sottolineato il ministro Cingolani, appoggiato dal premier. Ridurre le diseguaglianze, coinvolgere i giovani nei processi decisionali, favorire un programma di aiuti pubblico-privato, tra le proposte emerse. 

 

L’impegno dell’Italia, sottolineato dal ministro Cingolani in conferenza stampa, è di raddoppiare gli aiuti ai Paesi svantaggiati, raggiungendo un miliardo di euro. La consapevolezza, infatti, è che la questione climatica è anche geopolitica e che non si affronta il global warming se non si superano le enormi differenze socio-economiche fra il nord e il sud del mondo.

“La vostra generazione  - ha detto Draghi rivolgendosi ai ragazzi - è la più minacciata dai cambiamenti climatici. Avete ragione a chiedere una responsabilizzazione, a chiedere un cambiamento. La transizione ecologica non è una scelta, è una necessità. Abbiamo solo due possibilità. O affrontiamo adesso i costi di questa transizione, o agiamo dopo - il che vorrebbe dire pagare il prezzo molto più alto di un disastro climatico".

“Siamo consapevoli – ha sottolineato il primo ministro - che dobbiamo fare di più, molto di più. Questo sarà l'obiettivo del Vertice a Roma che si terrà alla fine di ottobre. A livello di G20, vogliamo prendere un impegno per quanto riguarda l'obiettivo di contenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi. E vogliamo sviluppare strategie di lungo periodo che siano coerenti con questo obiettivo".

Draghi non ha evitato il tema sollevato da Greta Thunberg nel suo intervento di martedì e ripreso con grande risalto dai media: “A volte il “bla bla bla” è solo un modo per nascondere la nostra incapacità di compiere azioni – ha detto Draghi in sede di replica - ma quando si portano avanti trasformazioni così grandi bisogna convincere le persone, spiegare che numeri, come l’aumento di 1,5 gradi, non sono qualcosa di creato ad arte ma forniti dalla scienza, e le persone di questo vanno convinte”. Esiste, insomma, anche un problema di consenso da creare attorno alle misure per il clima, consenso che, in democrazia, va costruito con informazione, sensibilizzazione, divulgazione scientifica.

Altro tema “caldo”, sollevato con energia e passione da Vanessa Nakate nel suo intervento e da altri delegati delle aree del pianeta meno fortunate  è quello del finanziamento ai paesi poveri e/o più danneggiati e più a rischio a causa dei mutamenti climatici.

Cingolani ha annunciato che proporrà al Governo di raddoppiare il contributo italiano, attualmente oltre 400 milioni di euro, e portarlo a un miliardo di euro.

Cingolani s’è soffermato sul problema geo-politico: «La sostenibilità per me è un compromesso. Dobbiamo essere superveloci nel mitigare gli effetti del cambiamento climatico, ma abbastanza lenti per non distruggere posti di lavoro. Non è semplice, è molto difficile. Ed è un compromesso differente da Paese a Paese. Le soluzioni devono essere specifiche per ogni Stato, non c'è una soluzione  unica per tutti". 

Ora gli occhi sono puntati sulla PreCop, iniziata oggi pomeriggio e che si concluderà sabato.

 

I ministri riuniti a Milano dovranno creare le premesse per una COP26 che a Glasgow dovrà rafforzare gli impegni sul clima.

In conferenza stampa, insieme al ministro Cingolani, c’erano Jayathma Wickramanayake, l’inviata dell’Onu per i giovani, i due delegati Vladislav Kaim, moldvo, e Reem Al Saffar, irachena, e Alok Sharma, presidente di Cop26: "I messaggi che abbiamo ascoltato dai giovani partecipanti allo Youth4Climate dovrebbero servire  da richiamo e svegliare le coscienze dei ministri di tutto il mondo. Le loro proposte, che sono allineate con molti dei nostri obiettivi per Cop26, ci aiuteranno a raggiungere i risultati che ci siamo preposti  durante questo complesso negoziato multilaterale.

 

Questa è una generazione che affronta conseguenze spaventose e ci giudicherà severamente  se non agiamo. Dobbiamo essere in grado di guardare i nostri giovani negli occhi e dirgli che abbiamo fatto tutto il necessario per proteggere il loro futuro. 

 

Costruire un futuro dove non si superi un aumento della temperatura di 1,5 gradi dipende dalla COP26 di Glasgow. Quindi dobbiamo fare in modo che la pre-COP conti, assicurandoci di gettare le basi per negoziati di successo e affrontare temi ambiziosi in materia di adattamento, mitigazione, perdite e danni e finanziamenti, oltre a finalizzare il Regolamento di Parigi. Poiché molti di noi si incontreranno qui per l'ultima volta prima di Glasgow, spero che si possa costruire partendo dagli obiettivi  che ci siamo dati alla riunione ministeriale di luglio a Londra".

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Clima