La Divisione cooperazione ambientale internazionale della Direzione generale per la crescita sostenibile e la qualità dello sviluppo del Ministero della Transizione Ecologica svolge attività di cooperazione in materia ambientale seguendo gli impegni dettati dai principali accordi che si sono succeduti in questi ultimi anni, di seguito si elencano i principali:

La cooperazione internazionale che si delinea da questi incontri mondiali è profondamente trasformata, infatti, si pone come prioritario il progetto di far fronte a tematiche centrali come la perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici con annesso il rischio di catastrofi, le migrazioni, l’insicurezza alimentare, le tensioni a livello geopolitico, le crisi istituzionali che minano la stabilità di molti paesi, la mancanza di lavoro. L’Agenda 2030, con i suoi 17 obiettivi e 169 target da raggiungere entro il 2030, diviene la direttrice concordata da seguire per le attività di Cooperazione.

Il Ministero dell’Ambiente del Territorio e del Mare ha voluto fare propri questi input attraverso il DM 170/2020 (D.M. n. 170 del 7 agosto 2020) - Atto di indirizzo e di programmazione per la cooperazione internazionale ambientale 2020-2022  Allegato 1 - Allegato 2). Il Decreto intende orientare le attività di cooperazione del Ministero all’interno del ruolo che l’Italia è chiamata a svolgere sul piano internazionale per la tutela e il ripristino dell’ambiente agendo in una prospettiva globale attraverso i negoziati e locale con l’implementazione di progetti, nel quadro di riferimento unitario nazionale rappresentato dalla legge 11 agosto 2014, n. 125 (Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo).

Il DM 170/2020 individua le aree tematiche d’intervento:

• Biodiversità, ecosistemi marini e terrestri, foreste.
• Desertificazione, siccità e degrado dei suoli.
• Patrimonio culturale naturalistico materiale e immateriale.
• Diversità bioculturale ed approcci equilibrati tra uomo e natura.
• Rischi derivanti da disastri naturali e da eventi climatici estremi.
• Acqua bene comune e diritto umano universale.
• Emissioni climalteranti e fattori d’inquinamento.
• Rifiuti in mare (“marine litter”).
• Economia circolare e risanamento ambientale.

La cooperazione bilaterale oggi conta 45 accordi di cooperazione (si aggiungono a questi 31 accordi in negoziazione), 72 Paesi coinvolti e circa 170 progetti. Il Decreto, al fine di uniformare le azioni di cooperazione ambientale bilaterale, ha adottato un modello di protocollo di intesa per le attività di cooperazione.

Gli accordi in essere sono stati revisionati per verificarne l’attualità e la rispondenza agli indirizzi e alle tematiche d’intervento racchiuse nel DM 170. Inoltre sono previsti meccanismi di monitoraggio e valutazione delle attività per migliorare l’efficacia, l’efficienza, la trasparenza e l’accountability in linea con i dettami del Decreto.

La cooperazione scientifica e tecnologica, è investita di un ruolo fondamentale, quello di creare collaborazioni e partenariati per dare vita a sinergie con istituiti, università e centri di ricerca su programmi di cooperazione ambientale, progetti ambientali, di formazione e capacity building o iniziative a carattere innovativo e sperimentale.

La priorità per quanto riguarda gli ambiti territoriali è stata data all’Africa, e in particolare, al Sahel, ai piccoli stati insulari e all’area ASEAN.

Il MiTE lavora in stretta sinergia con il Ministero degli Affari Esteri e delle Cooperazione Internazionale, con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione e con Cassa Depositi e Prestiti, con la quale ha sottoscritto un Accordo per la costituzione di una Piattaforma comune volta a supportare progetti e iniziative nei Paesi in Via di Sviluppo con cui il Ministero ha avviato rapporti di collaborazione bilaterale.

 

 

Ultimo aggiornamento 25.03.2021

CAPTCHA
Questa domanda è un test per verificare che tu sia un visitatore umano e per impedire inserimenti di spam automatici.