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La 13a Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Conservazione delle Specie Migratorie (COP13 CMS)

Roma, 14 aprile 2020 - La 13a Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Conservazione delle Specie Migratorie (COP13 CMS) è stata la prima dei summit internazionali legati alla natura previsti nel cosiddetto anno per la biodiversità, che culminerà con la UN Biodiversity Conference quando verranno definiti i contenuti del “Post-2020 Global Biodiversity Framework” (GBF).

 

La COP13 CMS, che si è tenuta in febbraio in India, a Gandhinagar, ha dato un forte segnale per la salvaguardia delle specie migratorie attraverso nuova strategia globale di conservazione. La segretaria esecutiva della CMS Amy Fraenkel ha mostrato soddisfazione per i risultati conseguiti dalla Conferenza, per l’importanza che la Convenzione ha assunto a livello globale ed il contributo che può dare per limitare la perdita di specie e biodiversità nel mondo».

 

La COP13 CMS ha visto la partecipazione del Ministro Sergio Costa che è intervenuto nella Sessione plenaria della Conferenza per sottolineare l'importanza delle azioni previste dalla Convenzione, oltre che per mettere in evidenza come la minaccia dei cambiamenti climatici sulla sopravvivenza delle specie migratorie richieda misure immediate per garantirne la salvaguardia, come il miglioramento della “connettività ecologica”.

 

L’Italia ha influenzato concretamente il processo che ha portato alla COP13, in particolare per quanto attiene il tema posto alla base della tredicesima Conferenza delle Parti, ovvero la “connettività ecologica”.

Questo tema proposto dalla CMS nell’ambito della Agenda post-2020 ha trovato nella “Dichiarazione di Gandhinagar”, approvata nel corso della Conferenza, una sintesi efficace. Con questa “Dichiarazione” i temi inerenti le specie migratrici e il concetto di “connettività ecologica” hanno assunto un carattere prioritario per la Convenzione stessa e per il nuovo Quadro Globale per la Biodiversità post 2020 che sarà approvato dalla prossima Conferenza della Parti della Convenzione sulla Biodiversità (CBD).

 

Il report globale sullo Stato delle Specie Migratorie, presentato per la prima volta, dimostra che «malgrado alcuni successi, le popolazioni della maggioranza delle specie migratrici coperte dalla CMS sono in declino». La COP13 CMS ha dato un mandato chiaro per preparare un “flagship report” sullo stato di conservazione delle specie migratrici che darà un’idea più precisa di quello che sta accadendo e che dovrà fornire uno strumento per comprendere su quali priorità concentrare il lavoro del Segretariato della Convenzione.

Per affrontare le minacce attuali sono state concordate diverse misure trasversali, attraverso l’integrazione della tutela delle specie migratrici nelle politiche nazionali sul contrasto al cambiamento climatico e nelle misure per mitigare gli impatti delle infrastrutture, come strade e ferrovie.  E’ stata inoltre sottolineata la necessità di perseguire una “tolleranza zero” nei confronti della caccia di frodo, della cattura e del commercio illegale di uccelli migratori e la riduzione del numero di “catture accessorie” nelle operazioni di pesca.

Tra le decisioni assunte dalla COP13 CMS si richiamano le integrazioni di nuove specie da preservare nelle appendici della Convenzione, tra cui l’elefante asiatico (Elephas maximus), il giaguaro (Panthera onca), l’otarda indiana (Ardeotis nigriceps), il florican del Bengala (Houbaropsis bengalensis), la gallina prataiola (Tetrax tetrax), l’albatro degli Antipodi (Diomedea antipodensis), lo squalo longimano (Carcharhinus longimanus), il muflone (Ovis vignei), lo squalo martello (Sphyrna zygaena) e la canesca (Galeorhinus galeus).

 

A latere della COP13 è stato conferito al governo italiano il titolo di Migratory Species Champions, assegnato per il sostegno dato allo sviluppo dell’Atlante globale delle Migrazioni. Un atlante che sarà “cruciale per la conservazione delle specie migratorie in quanto la comprensione delle loro migrazioni aiuterebbe a identificare alcuni fattori che determinano il declino della popolazione e a mitigarli attraverso azioni di conservazione».

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