Finanza sostenibile, Galletti: “Ambiente motore della quarta rivoluzione industriale”

Presentato a Roma il Rapporto Mattm-Unep “Financing the Future”

ROMA (6 FEBBRAIO) - Consolidare l’agenda verde nella politica del Governo, affinché l’ambiente venga visto non più come un vincolo, ma come il motore della 'quarta rivoluzione industriale'. È una delle priorità indicate dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, intervenuto alla presentazione del “Rapporto del Dialogo nazionale dell’Italia per la finanza sostenibile - Financing the Future”, pubblicato da Ministero dell’Ambiente e Unep.

“Lo sviluppo ambientale è lo sviluppo industriale del Paese -  ha dichiarato Galletti – L'ambiente entra sempre più nelle nostre prospettive finanziarie, e sarà tra i fattori economici più rilevanti prevalentemente per tre ragioni: la prima, di tipo etico-morale, riguarda il debito ambientale che i Paesi sviluppati hanno nei confronti dei Paesi in via di sviluppo. La seconda ragione – ha spiegato il Ministro – è che l'ambiente sarà centrale in quella che definiamo la ‘quarta rivoluzione industriale’, e le imprese che capiranno prima l'economia circolare, saranno quelle più competitive nel nuovo mondo”. “La terza ragione – ha continuato – è che la sostenibilità ambientale ha una stretta relazione con i bilanci delle aziende; molte materie prime considerate inesauribili non lo saranno più, e finanza e ambiente saranno sempre più legate”.

Il Dialogo nazionale per la finanza sostenibile, promosso dal Ministero dell’Ambiente - con il supporto del Direttore Generale per lo Sviluppo sostenibile Francesco La Camera - in partenariato con il Programma Ambiente delle Nazioni Unite e con il sostegno del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha fornito agli operatori l’occasione per aprire un dibattito sulle opportunità offerte dalla green economy e sulla necessità di potenziare gli strumenti finanziari a sostegno dell’attuazione dell’Accordo di Parigi. 

L’Italia ha inserito la finanza verde fra i temi prioritari del suo programma di presidenza del G7 Ambiente in programma a giugno a Bologna, esaminando il ruolo dei centri finanziari per la sostenibilità e i bisogni delle PMI.

“Dal rapporto – ha aggiunto Galletti - viene fuori un'anomalia di questo Paese di cui tenere conto: abbiamo una struttura imprenditoriale diversa dalle altre e composta per il 95% da piccole e medie imprese, piccoli e piccolissimi imprenditori che fanno prodotti ad altissima tecnologia, ma che hanno bisogno di capire l’importanza e la necessità di questo cambiamento culturale che metterà sempre più l’ambiente al centro”.

Alla presentazione del rapporto ha partecipato il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: “La crescita sostenibile rimane al centro dell'agenda di public policy globale – ha dichiarato – Oggi come non mai è importante il concetto di crescita sostenibile, che è anche un modo per lasciarsi alle spalle un periodo difficile per l'economia globale”. “La crescita sostenibile e la crescita inclusiva – ha aggiunto Padoan - saranno tra i temi al centro del G7 italiano. Muoversi verso lo sviluppo sostenibile è una riforma strutturale, in grado di cambiare i comportamenti dei  mercati e degli stakeholder, e quindi di dare risultati concreti. È solo cambiando i comportamenti – ha aggiunto il Ministro – che si ottengono risultati sfidanti".

Dal Rapporto - che si conclude con l'indicazione di 18 azioni specifiche in materia politica, di innovazione finanziaria, infrastrutture di mercato e creazione delle conoscenze - emerge che l’Italia si trova di fronte all’opportunità strategica di orientare il proprio sistema finanziario in modo da sostenere la transizione verso un modello di sviluppo a bassa intensità di carbonio, inclusivo e sostenibile.

Hanno preso parte tra gli altri anche il Ministro dell’Ambiente del Lussemburgo Carole Dieschbourg e il Sottosegretario Generale ONU e direttore esecutivo UNEP Eric Solheim.

Per ulteriori informazioni:  “Finanziare il futuro” – Le istituzioni finanziarie e la transizione verso un’economia sostenibile   

Per leggere il Rapporto (EN)

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Ultimo aggiornamento 21.02.2017